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Informazioni verificate a ottobre 2026 Valide per l’Italia

Sei in pericolo adesso? Chiama il 112: è gratuito, funziona anche senza credito e senza SIM. Dì dove sei e cosa sta succedendo, e resta in linea.

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I numeri da avere

Tutti questi servizi sono gratuiti. Nessuno ti chiederà di giustificare perché chiami: puoi chiamare anche solo per avere informazioni.

Emergenza 112 Numero unico di emergenza

Polizia, carabinieri, ambulanza e vigili del fuoco con un solo numero. Funziona senza credito e senza SIM. I vecchi numeri 113 e 118 restano attivi.

Gratuito · 24 ore su 24
Violenza e stalking 1522 Numero antiviolenza e stalking

Ascolto e aiuto per trovare un centro antiviolenza, anche in chat e in più lingue (tra cui l’arabo). Anonimo. Nato per le donne; se sei un uomo o una persona non binaria puoi contattarlo comunque.

Gratuito · 24 ore su 24 · telefono e chat
Violenza sessuale · Milano 02 5503 2489 SVSeD Mangiagalli (Policlinico di Milano)

Soccorso per violenza sessuale, per persone di ogni sesso ed età, pubblico e gratuito. Per la violenza domestica: 02 5503 8585. Reperibilità sanitaria e telefonica 24 ore su 24.

Pubblico · gratuito
HIV e IST 800 861 061 Telefono Verde AIDS e IST (ISS)

Informazioni anonime su HIV, infezioni sessualmente trasmissibili, test e PEP, da operatori dell’Istituto Superiore di Sanità.

Gratuito · anonimo · lun–ven 13–18
Ascolto emotivo 02 2327 2327 Telefono Amico Italia

Un ascolto anonimo, da parte di volontari, per chi sta male e ha bisogno di parlare, senza giudizio. C’è anche la chat su WhatsApp (324 011 7252, ogni giorno dalle 18 alle 21). Per un pericolo immediato chiama il 112.

Ogni giorno, anche di notte (secondo il sito ufficiale) · costo di una chiamata a un fisso
Bambini e adolescenti 19696 Telefono Azzurro

Per ragazzi e ragazze che hanno un problema, e per gli adulti che se ne occupano. Per un’emergenza che riguarda un minorenne (abuso, violenza, bullismo) c’è anche il 114, gratuito, attivo 24 ore su 24 anche in chat e in altre lingue.

Gratuito · 24 ore su 24
Persone LGBT+ 800 713 713 Gay Help Line

Ascolto per persone LGBT+, per i dubbi sulla propria identità, per discriminazioni e violenze.

Gratuito · anonimo
Online Polizia Postale

Per segnalare dal sito ricatti sessuali, foto intime diffuse senza consenso, truffe e persecuzioni online. È una segnalazione, non una denuncia: per denunciare o fare querela vai in questura, in commissariato o dai carabinieri. Se è urgente, 112 o 113.

Non sai quale scegliere? Chiama il 1522 se c’entra una violenza o un controllo da parte di un partner, o il Telefono Verde per dubbi su HIV e IST. In caso di dubbio su un pericolo immediato, il 112.

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Hai subito una violenza sessuale?

Non è colpa tua, qualunque cosa sia successa e comunque tu abbia reagito: anche se non hai gridato, non ti sei difeso/a, avevi bevuto o conoscevi la persona. Puoi ricevere cure mediche anche senza denunciare.

  1. Se sei in pericolo, chiama il 112. Se puoi, vai in un luogo sicuro, con una persona di cui ti fidi.
  2. Vai in un pronto soccorso, meglio entro 72 ore: alcune cure funzionano solo se iniziate presto. Puoi dire subito che hai subito una violenza sessuale: in molti ospedali esiste un percorso protetto (in Toscana si chiama “Codice Rosa”). Se hai un centro specializzato vicino, come il SVSeD Mangiagalli a Milano, rivolgiti lì.
  3. Chiedi la contraccezione d’emergenza (fino a 5 giorni), la profilassi contro l’HIV (PEP: il prima possibile, idealmente nelle prime ore, al massimo entro 72 ore; alcune linee guida italiane indicano 48 ore, quindi non aspettare), la prevenzione delle altre infezioni e i vaccini (epatite B, HPV). Se pensi di essere stata/o drogata/o, dillo subito e chiedi gli esami tossicologici. I controlli proseguono nei mesi successivi (indicativamente a 2 settimane e a 1, 3 e 6 mesi).
  4. Se puoi, non lavarti e non cambiarti prima della visita, e metti vestiti e oggetti in un sacchetto di carta: potrebbero servire come prove. Le prove si raccolgono soprattutto nelle prime 72 ore, ma a volte anche dopo. Se ti sei già lavata/o o cambiata/o, o sono passati dei giorni, vai lo stesso: ci sono comunque cure, esami e sostegno.
  5. Non devi decidere oggi se denunciare. Per una persona adulta la scelta è tua: se in seguito vorrai farlo, la querela per violenza sessuale si può presentare entro 12 mesi e, una volta presentata, non si può ritirare. Se hai meno di 18 anni, o l’autore è un familiare, un tutore o un educatore, il reato si persegue anche senza querela e l’ospedale può dover informare le autorità: puoi comunque andare, e chiedere come funziona.
  6. Cerca sostegno psicologico, anche a distanza di tempo: il 1522, i centri antiviolenza e i consultori offrono ascolto gratuito.

Se pensi di essere stata/o drogata/o. Dillo subito. Per le analisi l’urina è il campione più utile e può essere analizzata fino a circa 5 giorni dopo; il sangue serve entro 24 ore. Se puoi, non urinare prima della visita, oppure conserva un campione. Alcune sostanze (come il GHB) spariscono molto in fretta: più presto vai, meglio è.

“Non ho reagito”. Quando si ha paura il corpo può bloccarsi: è una risposta di sopravvivenza, non un consenso. Molte persone che hanno subìto una violenza raccontano di non essere riuscite a parlare né a muoversi.

Anche tra partner. Una violenza sessuale resta una violenza sessuale anche se avviene dentro una relazione, un matrimonio o con una persona conosciuta.

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Dopo un rapporto a rischio: cosa fare e quando

Preservativo rotto, rapporto senza protezione, un dubbio che non ti lascia in pace. Alcune cose si possono fare solo nelle prime ore o nei primi giorni; altre vanno fatte più avanti. Ecco una mappa del tempo.

  1. Subito
    entro 72 ore

    HIV: la PEP

    Se pensi di esserti esposto/a all’HIV, la PEP (profilassi post-esposizione) va iniziata il prima possibile: idealmente entro poche ore, al massimo entro 72 ore (alcune linee guida italiane indicano 48 ore), e proseguita per 28 giorni. Ogni ora conta.

    Vai al pronto soccorso di un ospedale con un reparto di malattie infettive, oppure a un centro di malattie infettive: sarà il medico a valutare se serve. Non è necessaria se la persona con HIV ha una carica virale non rilevabile da tempo (U=U): decide il medico.

  2. Entro 5 giorni
    120 ore

    Gravidanza: contraccezione d’emergenza

    La spirale al rame, inserita entro 5 giorni, è l’opzione più efficace. L’ulipristal (EllaOne) funziona fino a 120 ore; il levonorgestrel (Norlevo) fino a 72 ore. Prima si prende, meglio funziona.

    In Italia l’ulipristal si compra in farmacia senza ricetta a qualsiasi età; il levonorgestrel senza ricetta solo dai 18 anni (sotto i 18 serve una prescrizione: pronto soccorso, guardia medica o consultorio). Non interrompe una gravidanza già in corso.

    Dopo l’ulipristal non iniziare subito un contraccettivo ormonale: aspetta 5 giorni e, nel frattempo, usa il preservativo o evita rapporti. Se il ciclo ritarda di oltre 7 giorni, fai un test di gravidanza.

  3. Nei primi giorni

    Vaccini e visita

    Se non li hai fatti, chiedi al medico dei vaccini contro l’epatite B e l’HPV. Se ci sono state lesioni o dolore, falle vedere.

  4. Dopo 2 settimane

    Clamidia e gonorrea

    Da qui il test è affidabile. Se hai sintomi (bruciore, perdite, dolore) non aspettare: vai prima.

  5. Dopo 4–6 settimane

    Sifilide e HIV (test di 4ª generazione)

    Il test per la sifilide e quello per l’HIV diventano affidabili. Se stai facendo la PEP, il centro stabilisce il calendario dei controlli.

  6. A 12 settimane

    La conferma finale

    Il controllo a 12 settimane dall’ultima esposizione chiude i dubbi per HIV e sifilide, e permette di ricontrollare epatiti e altre infezioni. Fino ad allora, usa il preservativo.

Un controllo non è una colpa. Fare i test dopo un rapporto a rischio è una forma di cura: per te e per chi ti sta vicino. Dove farli e come funzionano è spiegato nella pagina Salute sessuale.

Questa è una guida generale, non una visita: se hai sintomi, dubbi o una situazione particolare (gravidanza, terapie, immunodepressione), rivolgiti a un medico.

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Gravidanza inattesa: da dove cominciare

Se pensi di essere incinta e non lo desideri, o hai dubbi su cosa fare, il tempo conta ma non devi decidere da sola/o in un giorno. Ci sono servizi gratuiti, anche per minorenni, e nessuno ti obbliga a scegliere in un senso o nell’altro.

  1. Se è passato poco dal rapporto (fino a 5 giorni), la contraccezione d’emergenza può evitare la gravidanza: guarda la sezione Dopo un rapporto a rischio.
  2. Se il ciclo ritarda, fai un test di gravidanza in farmacia. Se è positivo o hai dubbi, vai in un consultorio (gratuito o a ticket) o dal medico di famiglia: puoi chiedere solo informazioni.
  3. Muoviti presto: l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in Italia è possibile entro i primi 90 giorni, e nel metodo farmacologico fino a 63 giorni. Il consultorio può indicarti dove l’IVG è effettivamente garantita, perché molti ginecologi sono obiettori di coscienza.
  4. Se hai meno di 18 anni, parlane con il consultorio: esiste una procedura per i casi in cui non puoi o non vuoi coinvolgere i genitori.
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Foto intime, ricatti e sextortion

Se qualcuno minaccia di diffondere tue immagini intime, o le ha già diffuse, la colpa è di chi ricatta o diffonde, non tua. Succede a moltissime persone, spesso giovani, e ci sono modi concreti per fermarlo.

  1. Non pagare e non cedere. Pagare di solito non fa smettere i ricatti: spesso porta a nuove richieste.
  2. Non cancellare nulla. Fai screenshot di messaggi, profilo del ricattatore, richieste di denaro o di altre foto. Serviranno come prove.
  3. Blocca e segnala il profilo alla piattaforma (social, app di messaggi).
  4. Segnala alla Polizia Postale dal sito commissariatodips.it (è una segnalazione; per fare querela o denuncia vai in questura, in commissariato o dai carabinieri). Se ti senti in pericolo, chiama il 112.
  5. Per fermare la diffusione delle immagini: StopNCII.org (per adulti) crea sul tuo dispositivo un’“impronta” dell’immagine, senza caricarla, e la passa alle piattaforme aderenti; Take It Down (del centro statunitense NCMEC) è per immagini fatte quando eri minorenne. Non rimuovono i contenuti da tutta internet, solo dalle piattaforme che aderiscono.
  6. In Italia, se hai compiuto 14 anni e temi che immagini intime private vengano diffuse, puoi usare il modulo del Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it/revengeporn): è uno strumento preventivo, e il Garante decide entro 48 ore. Per le immagini già pubblicate segnala alla piattaforma e alla Polizia Postale.
  7. Parlane con una persona di fiducia. La vergogna è ciò su cui contano i ricattatori: più persone sanno, meno potere hanno.

Importante se le immagini ritraggono una persona sotto i 18 anni. La legge tutela in modo molto severo queste immagini (pedopornografia, art. 600-ter del codice penale): non salvarle e non inoltrarle mai, nemmeno per scherzo o per “avvertire” qualcuno, anche se la persona ritratta le aveva mandate volontariamente. Se sei tu quella persona, non sei tu nel torto: la responsabilità è di chi ricatta o diffonde. Per capire come muoverti rivolgiti alla Polizia Postale o a un avvocato.

Diffondere senza consenso immagini o video sessualmente espliciti destinati a rimanere privati è un reato in Italia (art. 612-ter del codice penale), con pene da 1 a 6 anni; vale anche per chi li riceve e li inoltra per fare del male. Dal 2025 è reato anche diffondere senza consenso immagini, video o voci falsificati con l’intelligenza artificiale (deepfake, legge 132/2025), con pene da 1 a 5 anni. La querela per la diffusione illecita di immagini intime (art. 612-ter) va presentata entro 6 mesi.

Hai più di 14 anni e subisci cyberbullismo? Ricatti, insulti e diffusione di immagini online rientrano nella legge 71/2017: puoi chiedere direttamente al gestore del sito o del social di oscurare o rimuovere il contenuto, che deve rispondere entro 24 ore e intervenire entro 48; se non lo fa puoi rivolgerti al Garante privacy. Per il bullismo e il cyberbullismo c’è anche il 114.

Se la vergogna ti fa pensare di farti del male, non restare solo/a con questo pensiero: vai alla sezione Non ce la faccio più.

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Violenza o stalking da un partner o ex

Controllo, isolamento, minacce, paura di sbagliare: la violenza nelle relazioni non è solo quella fisica. Secondo l’ISTAT, circa 1 donna su 3 tra i 16 e i 75 anni ha subito violenza fisica o sessuale nella vita (31,9%, indagine 2025). Riguarda anche uomini e coppie dello stesso sesso.

Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. Se non puoi parlare, nelle regioni dove è attiva c’è l’app “Where ARE U”, che permette di chiamare in silenzio o in chat e invia la tua posizione.

Cosa puoi fare, anche se non sei pronto/a a lasciare

  • Chiama il 1522 (gratuito, 24 ore su 24, anonimo, anche in chat): ti aiutano a capire la situazione e a trovare un centro antiviolenza vicino a te, senza obbligarti a nulla.
  • Prepara un piano di sicurezza: un luogo dove andare, una persona di fiducia che sappia, i numeri essenziali a memoria, una borsa con documenti, chiavi, denaro e farmaci in un posto sicuro.
  • Conserva le prove: messaggi, foto di lesioni, referti medici, date e fatti. Non cancellare nulla.
  • Se hai subito strangolamento, anche senza segni, vai al pronto soccorso: può avere conseguenze gravi che compaiono dopo ore o giorni, e indica un rischio molto più alto di violenza letale.
  • Attenzione al telefono: se sospetti un programma spia, non rimuoverlo subito. Prima parla con il 1522 o con un centro antiviolenza e, se puoi, cerca aiuto da un dispositivo sicuro.

Il momento della separazione può essere il più pericoloso quando il partner è controllante. Non lasciarti da solo/a: pianifica l’uscita con un centro antiviolenza.

Per riconoscere i segnali d’allarme, il ciclo della violenza e il controllo digitale, leggi le sezioni Segnali d’allarme e Stalking della pagina Educazione Affettiva.

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Non ce la faccio più: crisi emotiva

Se stai pensando di farti del male o di farla finita, non sei sbagliato/a e non sei solo/a. Il dolore forte può far sembrare tutto senza uscita: ma si può passare da questo momento, con l’aiuto giusto.

Pericolo immediato? Chiama il 112 o vai al pronto soccorso più vicino. Se hai già preso farmaci o ti sei fatto/a del male, non aspettare.

Parlare con qualcuno adesso

Telefono Amico Italia: 02 2327 2327, ogni giorno anche di notte (WhatsApp 324 011 7252, dalle 18 alle 21). Per ragazzi e ragazze: Telefono Azzurro, 19696, gratuito, 24 ore su 24.

Un aiuto di persona

Il pronto soccorso e il medico di famiglia possono attivare una valutazione psichiatrica urgente. Anche i centri di salute mentale (CSM) della tua ASL seguono chi sta male, gratuitamente.

Non restare isolato/a

Dì a una persona di fiducia come ti senti, anche con parole semplici: “Sto molto male e ho bisogno di non restare solo/a stasera”.

Se è un’altra persona a preoccuparti

  • Chiedi apertamente: “Stai pensando di farti del male?”. Chiedere non mette l’idea in testa; di solito è un sollievo per chi sta male.
  • Ascolta senza giudicare e senza minimizzare (“ma dai, passerà”).
  • Non lasciare sola una persona in pericolo immediato, e chiama il 112 se ha un piano o i mezzi per farlo.
  • Aiutala poi a rivolgersi a un professionista: medico di famiglia, centro di salute mentale, psicoterapeuta.

Non risulta che in Italia esista un numero nazionale dedicato esclusivamente alla prevenzione del suicidio: in caso di pericolo immediato il numero giusto è sempre il 112, e per parlare con qualcuno puoi usare le linee di ascolto qui sopra.

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A chi rivolgersi: i servizi in Italia

Sapere cosa fa ogni servizio fa risparmiare tempo (e ansia). Eccoli, dal più urgente al più “di routine”.

Pronto soccorso

Per tutto ciò che è urgente: violenza, PEP, contraccezione d’emergenza oltre le ore di apertura dei servizi, dolore forte, emorragie. Aperto sempre. Puoi dire che hai subito una violenza: ti seguiranno con un percorso protetto.

Consultorio familiare

Servizio pubblico, gratuito o con ticket basso: contraccezione, spirale, test di gravidanza, informazioni sull’IVG, ascolto psicologico, consulenza di coppia, anche per i giovani.

Centro malattie infettive / centro IST

Test e cura per HIV e IST, PEP, PrEP. In molti centri il test HIV è anonimo e gratuito; il Telefono Verde (800 861 061) ti indica quelli vicini.

Centro antiviolenza

Ascolto, supporto psicologico e legale, ospitalità protetta, per chi subisce violenza o stalking. Gratuito e riservato. Il 1522 ti indica quello più vicino.

Medico di famiglia

Prescrizioni, referti, invio a uno specialista. Per i dubbi su sessualità e salute mentale è un buon primo passo, soprattutto se hai già un rapporto di fiducia.

Polizia e carabinieri

Per denunciare o presentare querela: puoi farlo in qualsiasi momento (rispettando i termini di legge) e accompagnato/a da una persona di fiducia o da un centro antiviolenza.

Non sai da dove cominciare?

Anche solo parlarne con qualcuno è un primo passo. Se vuoi un confronto con un professionista su sessualità, relazioni o su una situazione difficile, puoi prenotare una consulenza.

Prenota una consulenza

Nota. Questa pagina offre informazioni generali, valide per l’Italia, verificate a ottobre 2026; numeri, servizi e leggi possono cambiare. Non sostituisce una visita, una consulenza legale o il parere di un professionista. In caso di emergenza chiama il 112.